I Benefici del Perdono #1

#1 – I Benefici del Perdono
#2 – 10 idee sbagliate sul Perdono
#3 – Le 4 fasi del Perdono

Credo che ognuno di noi prima o poi si sia imbattuto nella difficoltà o incapacità di perdonare.

Ragioniamo spesso su cosa è e cosa non è il perdono, ci chiediamo come si fa a perdonare veramente o a volte ci diciamo: «No, guarda, io non me la sento proprio di perdonare».

Perché ci facciamo tutti questi problemi relativi al perdono?

Perché sappiamo tutti che chi non riesce a perdonare vive male.
Perdonare è difficile, ma non riuscirci ci fa stare male.

Ma come mai è così difficile perdonare?

Quando riceviamo un grave torto, ad esempio da un parente, dentro di noi nasce una forte rabbia, che possiamo esprimere verso quella persona parlando, urlando, riuscendo a volte a venire a capo di quella situazione e ritrovando la serenità del rapporto.

Altre volte, per quanto cerchiamo di farlo, non riusciamo a chiarirci.

Dalla rabbia al rancore

La rabbia è un’emozione molto istintiva e molto intensa, è un campanello d’allarme, è la risposta emotiva ad un qualcosa che non va dentro di noi, un po’ come il dolore è una risposta del sistema nervoso che ci avvisa che è successo qualcosa che non va.

Se non si arriva ad una soluzione, la rabbia non sparirà nel nulla; o meglio, l’intensità dell’emozione dopo un po’ sfumerà, se non altro perché le emozioni forti sono anche poco durature; ma se non è risolta, la rabbia potrà trasformarsi in un qualcosa di meno intenso, ma più profondo e più radicato: il rancore.

Possiamo definire il rancore come una rabbia meno intensa, più profonda e più duratura nel tempo, che si manifesta in noi quando permangono cose non risolte.

Ma mentre la rabbia ci spinge ad una reazione intensa che cerca di risolvere il problema (che poi ci riesca o no è un altro discorso), il rancore diventa spesso come un fiume sotterraneo che continua a scorrere senza darci pace: chi ha sperimentato il rancore, sa benissimo che non è affatto un’emozione piacevole, è più che un sassolino nella scarpa, è una ferita sempre aperta.

Anche il rancore può perdere intensità, perché il nostro sistema emotivo tende sempre a ritrovare un equilibrio e mette in moto meccanismi che limitano la nostra sofferenza, magari rimuovendo il ricordo di quella cosa che ci ha ferito così tanto; ma ci basterà rivedere quella persona, rivivere una situazione analoga, o anche soltanto vedere qualcosa che ci ricorda ciò che abbiamo vissuto, e quel malessere ritornerà vivo e doloroso in noi.

I benefici curativi del perdono

Il perdono è quel balsamo lenitivo e curativo che porta con sé moltissimi benefici:

  • ci fa fare un passo avanti, facendoci lasciare alle spalle ciò che è accaduto;
  • viene a rinfrescare le nostre ferite emotive, liberandoci dall’ansia, dalla depressione e dallo stress continuo provenienti dal rancore e dal risentimento;
  • alleviando lo stress, il perdono rilassa, fa bene al cuore, ci fa star meglio fisicamente, emotivamente, psicologicamente;
  • dissipate le fosche nubi del rancore, quando siamo riusciti a perdonare diventiamo più aperti alla vita, all’empatia verso gli altri, persino al volontariato.

Insomma: il perdono è un dono, che facciamo all’altro e anche a noi stessi!

Eh, la fai facile tu, mica è così semplice!

Lo so bene, e credo che uno dei motivi per cui non è semplice, è che abbiamo tanti dubbi che ci impediscono di iniziare a percorrere la via del perdono, ad esempio:

– Io non riesco proprio a dimenticare;
– Scusa, ma quindi dovrei subire senza reagire?
– Io potrei anche perdonare, ma proprio non me la sento di riconciliarmi con quella persona!
– Se perdono dimostro di essere debole.
– Non posso perdonare: quei valori sono troppo importanti per me.

Nel prossimo video ed articolo, affronteremo queste ed altre obiezioni che ci frenano nel nostro percorso verso il perdono: ne ho trovate 10 e sono convinto che già chiarire per bene le 10 cose che non sono il perdono, ci aiuterà perlomeno a prendere in considerazione l’idea di incamminarci su questa strada.

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