Il coraggio di essere imperfetti

Pensa ad una cosa di cui ti vergogni profondamente:
E ora pensa: saresti disposto a salire su un palco e a raccontare questa cosa di fronte ad altre persone?
Penso di no, proprio perché te ne vergogni. Ma che cos’è la vergogna?

Ne parla Brene Brown, ricercatrice sociale, in un suo famosissimo e toccante intervento Ted, intitolato “Il potere della vulnerabilità“.

Cos’è la vergogna?

Brené Brown afferma che la vergogna è la paura del sentirsi disconnessi dagli altri. Ovvero, il timore che se la cosa di cui ci si vergogna sarà scoperta dalle altre persone, io non meriterò più il rapporto con loro, e loro potranno staccarsi da me e interrompere il rapporto che ho con loro.

Il concetto di vergogna può essere legato ad un comportamento o ad un aspetto del nostro carattere, come se pensassimo:“Visto che ho fatto quella cosa, o che ho quel difetto, non merito l’amore e la stima degli altri”.

O ancor più frequentemente, c’è una frase che vaga nella nostra testa:

– Non valgo abbastanza. Non sono abbastanza magro, bello, ricco, intelligente, bravo, interessante, alla moda… Non sono abbastanza.

Ognuno di noi 😉

Quando abbiamo questi pensieri, ci sentiamo vulnerabili, fragili, e sentiamo di non poter meritare l’amore e l’appartenenza agli altri.

Ecco quindi il ragionamento che si sviluppa nella nostra testa:

  • Se sono ad un certo modo, merito l’amore, l’accettazione degli altri e il senso di appartenenza nei loro confronti.
  • Se NON sono ad un certo modo, non merito l’amore e l’accettazione degli altri, e non merito di sentire appartenenza nei loro confronti.

Chi pensa di meritare amore ha il coraggio dell’imperfezione

Proseguendo nella sua ricerca, la Brown si è però resa conto di una cosa incredibile: le persone che hanno un forte senso di amore e di appartenenza, non pensano affatto di essere perfette: semplicemente. sono persone che credono di meritarsi quel senso di amore di appartenenza.

In altre parole, chi ha un forse senso di amore e di appartenenza, ce l’ha a prescindere dal fatto di sentirsi perfetto.

Ed ecco un’ultima cosa incredibile che ha scoperto Brene Brown: le persone che credevano di meritare l’amore e la vicinanza degli altri, avevano il coraggio di sentirsi ed essere imperfetti.Riuscivano a trattare se stessi in modo positivo, con gentilezza, senza aver paura della propria imperfezione.
Quelle persone erano gentili con se stessi, e di conseguenza sapevano essere gentili con gli altri.

Del resto, è ciò che dice anche Gesù: noi riusciamo ad amore il prossimo soltanto se riusciamo ad amare noi stessi.

Cosa ci fa capire questa ricerca? Ci fa capire che l’amore verso noi stessi non può provenire dal sentirci perfetti, perché allora non sarebbe un amore vero, gratuito, ma sarebbe condizionato dal nostro senso di perfezione. Se non è incondizionato, forse l’amore non si può neppure chiamare amore.

Amati nella tua imperfezione

Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per iniziare ad amarci (anche perché in tal caso non ci ameremo mai), ma dobbiamo scegliere di abbracciare noi stessi con amore e accettazione autentica.

La conseguenza di questa nostra scelta, sarà il lasciarsi amare anche dagli altri, e dalla scelta di amare noi stessi nelle nostre fragilità, nascerà in noi anche un grande senso di appartenenza verso gli altri.

Le persone intervistate dalla Brown, credevano addirittura che a renderli belle persone, era proprio quello che le rendeva fragili e vulnerabili!

Accettare la vulnerabilità, è fonte di gioia, di gioia piena.La vulnerabilità preme dentro di noi… non dobbiamo negarla o rifiutarla, dobbiamo accettarla e basta.

Tu sei abbastanza. Smetti di desiderare la perfezione. Smetti di dover dimostrare a tutti di essere perfetto.

Chi vuol dimostrare a tutti i costi di essere perfetto e non accetta la propria imperfezione e ne prova vergogna, non sarà capace di accettare l’amore degli altri e non riuscirà a sentire senso di appartenenza nei loro confronti.

L’amore è custodia della fragilità e dell’imperfezione dell’altro

E poi, in fondo, cos’è l’amore, se non la custodia della nostra fragilità ed imperfezione?

Perché stiamo bene in famiglia, con quella persona o quell’amico speciale? Perché possiamo essere noi stessi, nella nostra fragilità, nelle nostre imperfezioni, e ci sentiamo amati a prescindere, anzi, magari ci sentiamo ancora più amati e custoditi nella nostra fragilità.

L’amore è custodia della fragilità dell’altro, l’esperienza dell’amore è finalmente l’esperienza del sentire che siamo abbastanza… anche se non siamo abbastanza; proprio perché non siamo abbastanza.

Guarda la tua vulnerabilità. Lascia che le persone vicine a te possano vederla ed amarla.

E lasciati guardare anche da Dio, che ti ama così come sei: proprio così come sei! Ti ama così, adesso, nella tua fragilità e vulnerabilità. Punto e basta. Inizia a farlo anche tu. Adesso.


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