Il Potere delle Parole: 3 parole che cambieranno il tuo mondo

Le parole non sono tutte uguali, hanno un’anima: perché le parole evocano immagini e sensazioni, e a volte queste sensazioni sono negative, altre volte sono positive.

: perché le parole evocano immagini e sensazioni, e a volte queste sensazioni sono negative, altre volte sono positive.

Lunedì scorso vi proponevo la Dieta delle Parole, perché le parole che pronunciamo, prima ancora che sugli altri hanno effetto su di noi, che prima le pensiamo e le pronunciamo.

Oggi voglio farvi qualche esempio a proposito, di quanto sia importante essere consapevoli di quali parole utilizziamo per comunicare con noi stessi e per descrivere il nostro mondo. Credo che rimarrai sorpreso di come cambiando una parola o un modo di dire, potrà cambiare anche il tuo mondo interiore e il modo di percepire la tua realtà.

1 – Dal fallimento all’errore

Supponiamo che ti sei impegnato per un progetto molto importante. Ma le cose non sono andate per il verso giusto. Hai fatto degli errori, e dovrai assumertene le responsabilità. Come dialogherai con te stesso riguardo a ciò che è accaduto?

Potresti dire: “È stato un fallimento. Ho fallito”. O ancora più radicalmente: Sono un fallito”. Come ti sentirai se il tuo dialogo interiore fosse questo?

In quel momento si affacceranno alla tua mente tanti altri pensieri: qualcuno ti aveva detto che stavi sbagliando a crederci, che sarebbe stato meglio non provarci neppure… e del resto anche tu qualche dubbio ce l’avevi. Se dirai a te stesso che hai fallito o che sei un fallito, dense nubi cariche di disperazione si addenseranno sul tuo cielo interiore.

E se provassi a sostituire la parola fallimento con la parola errore?

Hai fatto degli errori. Certo che ne hai fatti. Chi non fa errori? Gli errori si pagano, ma gli errori si possono correggere.

Se ci si accorge degli errori, si potrà crescere grazie a questi errori, e la prossima volta si starà più attenti e le cose potranno sicuramente andare meglio.

Alla luce della fede, poi, dire fallimento potrebbe anche significare non credere nella misericordia di Dio, alla possibilità di salvezza e rinascita.

Quindi: la prossima volta che qualcosa andrà storto, qualunque cosa, anche per causa tua, cambia parola: non dirti “ho fallito”, ma “ho fatto degli errori”.

2 – Da impossibile a possibile (passando per “difficile”)

Ti viene fatta una proposta che di primo acchito ti sembra superiore alle tue forze. La tua reazione potrebbe essere questa: “Impossibile! Non ce la farò mai!”.

La famosa pubblicità dell’Adidas dice “Impossible is nothing”, ma in realtà nella tradizione scout c’è da sempre questa immagine molto significativa:

Eh già, dai calcio a due lettere, e l’impossibile diventa possibile… magari passando per una tappa intermedia: la parola “difficile”: quando ti viene la tentazione di pronunciare la parola “impossibile”, prova a dire a te stesso: “Accidenti, è una cosa difficile”.

Difficile non significa impossibile. Difficile significa che bisogna trovare il modo perché quella cosa diventi possibile. E così, da impossibile, sia arrivati a possibile, passando per difficile.

Cambia una parola detta a te stesso riguardo ad una situazione difficile, e cambierà completamente il tuo atteggiamento interno, e la situazione da impossibile potrà diventare possibile.

3 – Dalla tragedia alla sfida

Ti capita tra capo e collo una cosa brutta, un problema molto grande. Prima di chiederti, con quale atteggiamento puoi affrontarlo, prova a chiederti con quale parole identifichi il problema.

È una riflessione che ho imparato da Antonio Quaglietta, di cui vi consiglio qualsiasi video del suo canale Youtube, andatelo a cercare, trovo che sia una persona veramente eccezionale.

Quindi, come identifichi il problema? Potresti dire: “È una tragedia. Cosa si muove dentro di te quanto senti questa parola? Ineluttabilità, conseguenze irrimediabili, impotenza.

Prima di continuare nella riflessione, vorrei che fosse chiaro che sono ben consapevole che certi eventi siano vere e proprie tragedie. Ma non credi anche tu che c’è modo e modo di affrontare le difficoltà che la vita ci mette davanti?

Per cui, di fronte a quella difficoltà, invece di dire “tragedia”, potresti iniziare a cambiare qualcosa, dicendoti: “È un problema. Ecco, già qualcosa cambia. Le tragedie ci atterriscono, mentre i problemi sono qualcosa che si può affrontare. Del resto, come dice il filosofo Karl Popper, tutta la vita consiste nel risolvere problemi.

O potresti dirti: “È una sfida. Cosa evoca dentro di te questa parola? Sfida è qualcosa che ti chiede di far emergere da dentro di te possibilità e potenzialità che magari neppure sapevi di avere.

Addirittura, di fronte a problemi incredibili, certe persone, spesso a posteriori, arrivano a dire che sono state opportunità, che nonostante tutto hanno aperto porte che non sapevano minimamente che un giorno avrebbero attraversato.

Credo che anche la fede possa farci camminare in questo senso. I grandi uomini di fede vivono in uno stato di serenità interiore per cui, di fronte a qualsiasi problema, riescono a dire: “Signore, sostienimi in questa prova e dammi la forza di superarla”. In realtà io non credo che Dio si diverta a metterci alla prova, credo che la vita nella sua complessità ci metta davanti a situazioni diverse, a volte anche molto difficili. E interpretare le difficoltà come prove e chiedere a Dio la forza di superarle, aprendosi al suo aiuto, credo che anche questo sia un esempio di come cambiando parola, può cambiare l’atteggiamento dentro di noi, tramutandosi in fiducia.

Quindi: la prossima volta che ti capita un problema, piccolo o grande che sia, bandisci la parola “tragedia”, e prova a dire a te stesso che si tratta di un problema, di una sfida, e che magari un giorno lo riuscirai a pensare come un’opportunità.

Potremmo continuare: ad esempio, di fronte ad un conflitto, gli altri sono nemici, avversari, oppure fratelli?

Spero di averti convinto di quanto sia determinante essere consapevoli delle parole che utilizziamo e che diciamo a noi stessi, prima di tutto nel nostro dialogo interno.

E spero che tu possa diventare più consapevole delle parole che usi per descrivere ed interpretare il tuo mondo esteriore ed interiore.


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