Vinci l’ansia… con l’eccitazione!

Qualche settimana fa mi ha scritto Sara, che aveva appena visto il video in cui parlo della nostra paura più grande:

– Ciao Don? Volevo ringraziarti per il video sulle nostre paure… Oggi devo partecipare come relatrice ad una conferenza e sto malissimo per paura di fare figuracce e non essere allo stesso livello di altri professionisti… e temo che queste sensazioni mi blocchino… ho la testa invasa da pensieri negativi, ma le tue parole mi hanno dato una spinta.

Sara

Eh lo so, ogni volta che dobbiamo metterci la faccia e parlare di fronte ad un pubblico, piccolo o grande che sia, quella stretta allo stomaco è una compagna sempre presente.

Una volta a 16 anni mi hanno praticamente costretto a leggere in chiesa:

  • non sono riuscito a dire di no
  • ho letto a 1.000 all’ora
  • probabilmente la gente non ha capito una parola
  • ho sudato sette camicie senza mai alzare lo sguardo
  • al termine sono tornato quasi correndo al mio posto con il cuore che mi stava per esplodere nel petto.

Forse hai provato sensazioni analoghe quando ti sei dovuto presentare a quel colloquio, oppure hai dovuto affrontare quella situazione nuova.

In quelle situazioni ti senti in ansia, senti una cosa qui allo stomaco. Come la chiameresti questa sensazione? Disagio? Paura? Ansia?

Se in quel momento abbiamo una persona amica vicino, facilmente ci dirà:

«Dai, calmati… non è niente… andrà tutto bene!»

Amico rassicurante

Un po’ come quando sei arrabbiato e uno ti dice: “Non essere arrabbiato“. Cosa ci succede in quel caso? Ci arrabbiamo ancora di più!

E se siamo agitati e uno ci dice di calmarci? Ci agitiamo ancora di più!

L’ansia è un’emozione ad alta attivazione corporea. Il battito accelera, la sudorazione aumenta, diventiamo ipervigili e più sensibili a qualunque stimolo, ed è quasi impossibile con la sola forza di volontà ridurre le caratteristiche fisiologiche che l’accompagnano. Anzi, a volte la resistenza aumenta ancora di più lo stato di ansia!

Hai mai pensato che potresti vederla da un’altra angolazione? Quell’ansia, quella paura che stai provando. è un ostacolo, oppure un’alleata? È un’emozione negativa e nemica che vorremmo non provare, o è un’attivazione fisiologica amica che prepara il nostro corpo e la nostra mente a reagire al meglio a ciò che sta per accadere?

Oltre all’ansia, c’è infatti un’altra emozione ad alta attivazione corporea: l’eccitazione. Quindi, se non è possibile ridurre le attivazioni fisiologiche dell’ansia, non sarà possibile provare a dare loro un altro significato? Invece che cercare di ridurre il livello di attivazione emotiva, prova a pensare che quello che stai provando è un’eccitazione amica!

Pensaci: quando ci sentiamo in ansia per una cosa nuova o importante che dovremo affrontare, il nostro desiderio sarebbe quella di scacciare questa sensazione che ci fa stare male: dico bene o dico giusto?​ 😉

E se quella sensazione è proprio ciò di cui abbiamo bisogno perché possiamo reagire al meglio in quella situazione? Il battito accelera, affluisce più sangue al cervello, siamo più pronti a reagire, ogni fibra del nostro corpo è pronta ad affrontare quello che sta per accadere!

Sono prete da più di vent’anni, e ogni volta che devo predicare o iniziare a parlare o affrontare qualche situazione nuova, l’emozione è sempre molto forte. Certo, non come la prima volta che ho letto in chiesa a 16 anni.Ma è sempre un’emozione. E ormai sono abituato a pensarla come un’amica che mi sta vicina e mi suggerisce all’orecchio che è arrivato il momento, e che dovrò cercare di tirare fuori il meglio, perché quello che sto per fare è una cosa importante.

Pensa al contrario se non avessimo nessuna emozione e nessuna paura: ci mancherebbero anche la spinta e il carburante interiore per prepararci al meglio e per dare il meglio di noi.

Certo, mi dirai, un conto è una paura amica, un conto una paura che paralizza.

Come in tutte le cose, il tempo e la pratica sono un fattore che lentamente ci farà percepire sempre meglio come quella stretta allo stomaco è una compagna di cui essere grati, più che una nemica indesiderata.

La prossima volta che dovrai parlare in pubblico, o affrontare un dialogo difficile, o misurarti con una prova importante, trova un posto tranquillo dove poter stare un attimo con te stesso.

Rimani in silenzio, chiudi gli occhi, respira lentamente, non per cancellare quell’ansia che stai provando, ma per percepire con chiarezza quella sensazione, quell’emozione che ti fa sentire le farfalle nello stomaco.

Ringrazia per questa sensazione, stringile la mano, dille che l’aspettavi.

Chiedile che ti rimanga accanto senza essere troppo invadente e che ti dia la possibilità di tirare fuori il meglio di te.

E poi vai, alza le spalle, distendi l tuo corpo, sorridi e comunica serenamente la luce che è in te.


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